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Qualche giorno fa la NASA ha annunciato la scoperta di un nuovo pianeta, ribattezzato con il nome di Keplero 22b.
Fin qui nulla di cui stupirsi, viste le innumerevoli scoperte sensazionali effettuate dall’Agenzia, se non fosse per il fatto che stavolta si tratta però del corpo celeste più simile alla Terra che sia mai stato scoperto.
E' per questo motivo che la scoperta potrebbe rappresentare una delle pietre miliari per la scienza.
Keplero 22
b si trova a circa 600 anni luce dal nostro pianeta, ha una dimensione più o meno doppia rispetto alla Terra ed il suo processo di rivoluzione, ossia la durata del suo anno solare è di 290 giorni.
Insomma si direbbe proprio di aver trovato il vero e proprio “fratello” del nostro pianeta Terra. La notizia che affascina di più inoltre è che la sua distanza dalla stella più vicina è pressoché uguale a quella che separa il nostro pianeta Terra dal Sole: il che porterebbe ad ipotizzare che su di esso ci possano essere le condizioni giuste per la presenza di acqua e quindi per la proliferazione di forme di vita.
Quello che ora cercheranno di scoprire gli scienziati, sarà capire l’esatta composizione del pianeta ed eventualmente sotto quale stadio si trovi l’acqua qualora sia presente.
Considerando le distanze, anche l’invio di eventuali sonde spaziali sarebbe un impresa tutt’altro che facile.
Forse è arrivato il momento di chiederci se oltre alla presenza di possibili tracce di vita “marziane”, si debba incominciare a pensare anche alla presenza dei “kepleriani”.