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Omaggio a Freddie Mercury

 I Still Love You”….Vi amo ancora.

Con queste parole si congedò dai suoi fans nel suo ultimo videoclip, mostrando coraggiosamente il suo volto ormai distrutto dalla malattia. E solo qualche settimana dopo, quelle parole avrebbero assunto un significato ancor più grande perché, probabilmente, volevano essere un dolce “addio” alle persone di tutto il mondo che lo hanno adulato.

Venti anni fa ci lasciava Freddie Mercury, voce e leader dei Queen.


Di lui rimangono  dischi di platino, le canzoni divenute veri e propri inni cantati in ogni angolo del pianeta, oltre alle sue performances live da antologia del rock.

Ma al di là delle canzoni, della voce inimitabile e del suo carisma, di Freddie rimane anche la grande lezione di coraggio mostrato nell’affrontare la malattia che lo ha ucciso.

Nel 1991 non esistevano ancora le cure mediche attuali, in grado comunque di mantenere in vita coloro che sono affetti dal virus dell’HIV.

Freddie era cosciente del destino che lo aspettava. Ma nonostante tutto tenne celata a tutti la sua malattia fino al giorno prima della sua morte. Lo fece  soprattutto per proteggere la privacy di coloro che gli stavano più vicino e che si prendevano cura di lui.

Ci piace pensare che riconoscergli questo merito sia uno dei modi migliori di ricordare ed omaggiare la profondità d’animo e la sensibilità di un uomo fuori dal comune.

Colpisce anche  sapere che, ormai malatissimo, anche nelle sue ultime settimane di vita aveva continuato ad incidere canzoni con i Queen, che sarebbero poi apparse solo quattro anni dopo la sua scomparsa nell'album postumo Made in Heaven.

Cantare probabilmente era la cosa che più gli dava sollievo ed aveva continuato a farlo fino a che il suo corpo glielo aveva permesso, accompagnato come sempre da un’ incredibile dedizione per la perfezione .

La storia di Freddie Mercury ha forse mostrato al mondo che l’AIDS non è una malattia che può colpire soltanto a qualcun altro.


 

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