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Il borgo di Galeria Vecchia

A pochi chilometri da Roma, prima di giungere alla frazione denominata Santa Maria di Galeria, si stacca una strada sterrata a cui si può accedere solo a piedi.

Dopo circa duecento metri si apre alla vista una splendida radura, a cui fa da cornice una piccola altura invasa di vegetazione e lo scorrerCittà mortae del fiume Arrone.

Dirigendosi verso l’altura e facendosi spazio tra le erbe infestanti si passa sotto un arco di pietra viva, che sembra dare il benvenuto in uno dei luoghi meno conosciuti, ma parimente più misteriosi e suggestivi di tutto il Lazio: si è all’interno del Borgo di Galeria Vecchia o come viene chiamata dagli abitanti del posto “la Città Morta”.

Per avere l’idea di che tipo di paesaggio Galeria Vecchia offre al visitatore citiamo le parole di un famoso archeologo inglese Thomas Ashby che la visitò tra il tra il XVIII e il XIX secolo: “La pittoresca desolazione delle sue strade, semiricoperte di vegetazione e dei suoi edifici sgretolati lo rende uno dei luoghi più belli da visitare per quanti amano gli angoli isolati nelle vicinanze di Roma…

La storia di Galeria Vecchia inizia probabilmente in epoca etrusca, sotto il nome di Careia. La testimonianza di ciò è data dalla presenza nella zona di alcune piccole necropoli con tombe a camera sparse qua e la nella gola sottostante l’abitato ed alcuni resti di mura all’interno dell’abitato.

Un altro dato certo è che dopo il declino degli etruschi fu colonizzata dai romani come testimoniano alcuni archi a sesto acuto e le costruzioni ad “opus incertum” ritrovate nella città.

Anche in epoca medioevale Galeria Vecchia fu teatro di costruzioni ad opera di diversi Papi come Adriano I o Gregorio IV, così come altrettante invasioni come quelle ad opera dei Saraceni.

Il borgo succedette poi nelle proprietà di diverse famiglie nobili, come ad esempio gli Orsini, i Colonna, i Caetani ed i Sanseverino, per poi venir definitivamente abbandonata agli inizi del 1800 a causa di un’epidemia di malaria.

Al nome di Galeria Vecchia sono legate anche alcune leggende, come ad esempio quella del Fantasma di un menestrello di nome Senz’affanni.

Si dice che esso torni ogni anno tra le antiche mura di Galeria cantando e suonando per la sua amata in sella ad un cavallo bianco e che per la valle sottostante il borgo risuoni il rumore degli zoccoli ed un suono simile ad un lamento.

Coloro che invece non credono alla presenza di Senz’affanni, sostengono che il rumore che si ode, altro non è che lo scorrere impetuoso del fiume Arrone sulle rocce, nel punto in cui questo attraversa alcune cavità sotto il borgo.

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