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Nel lontano anno 1223 a Pisa si svolse un singolare torneo che avrebbe visto fronteggiarsi i cosiddetti abachisti, ossia coloro che utilizzavano ancora il sistema di numerazione romano e gli algoritmisti, che invece utilizzavano il sistema di numerazione arabo.
La gara consisteva nel rispondere ad un semplice quesito e cioè calcolare quante coppie di conigli si sarebbero ottenute in un anno (salvo i casi di morte), supponendo che ogni singola coppia fosse stata in grado di procreare un’altra coppia con cadenza mensile e che le coppie più giovani fossero state a loro volta in grado di riprodursi già al secondo mese di vita.
Questa stravagante competizione fu vita da un giovane di nome Leonardo Fibonacci.
Il giovane algoritmista ideò un sistema di conteggio tanto veloce quanto efficace.
Se infatti, alla fine del primo mese si sarebbe avuta oltre la prima coppia anche la coppia da questa generata, alla fine del secondo mese si sarebbe aggiunta una terza coppia, ma anche due coppie in più, perché anche la seconda coppia avrebbe cominciato a riprodursi, portando così il conto a 5 coppie, e così via.
Da questo metodo di ragionamento si sarebbe generata una serie di numeri:
1,1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89…etc
Seppure in modo inconsapevole, Fibonacci ebbe una delle intuizioni più brillanti della storia dell’umanità: quella serie numerica avrebbe poi preso il nome di Serie di Fibonacci.
Quei numeri, nel quale ogni ognuno è pari alla somma dei due numeri immediatamente precedenti, fu una delle basi fondamentali su cui si sarebbe basato l’intero impianto della matematica algebrica.
Nel corso della storia, la sequenza di Fibonacci ha costituito la via maestra anche in tantissimi altri campi della scienza.
Si è osservato ad esempio che quasi tutti i fiori hanno tre o cinque o otto o tredici o ventuno o trentaquattro o cinquantacinque o ottantanove petali.
Nello studio della fisiologia umana si è constatato che rapporto tra le falangi di un dito di un uomo adulto formano una piccola serie di Fibonacci.
I numeri di Fibonacci sono utilizzati dai processori dei nostri moderni pc per calcolare complicatissimi algoritmi.
Persino l’arte ha dato il giusto riconoscimento al genio di Fibonacci.
A Torino, su una delle fiancate della cupola della Mole Antonelliana è riprodotta in un gioco di luci la serie numerica di Fibonacci, in quella che viene chiamata Il Volo dei Numeri.