Il Blog in cui si parla di tutto o quasi.
La storia narra che il Lunedì di Pasqua del 1282, sul sagrato della Chiesa dello Spirito Santo, a Palermo, un soldato dell'esercito francese di nome Drouet si rivolse in maniera irriguardosa ad una giovane nobildonna accompagnata dal consorte. Ciò scatenò la reazione di suo marito, che riuscì a sottrarre la spada al soldato francese e ad ucciderlo.
Tale gesto costituì la scintilla che dette inizio alla rivolta che prende il nome di Vespri Siciliani e nella quale i palermitani - al grido di "Mora, mora!" – dettero vita ad una vera e propria "caccia al francese", che nel giro di pochi giorni dilagò in tutta l'isola, trasformandosi in una vera e propria carneficina.
Quasi ottocento anni dopo non è stato un gesto irriguardoso, ma l’ennesimo aumento del costo dei carburanti a scatenare ancora una volta la rivolta dei siciliani. Questa specie di “Vespro” dei giorni nostri, prende stavolta il nome di Rivolta dei Forconi.
Agricoltori, Autotrasportatori e Pescatori sono sul piede di guerra a causa dell’insostenibile prezzo dei carburanti, che di fatto rende impossibile il pr oseguo della loro attività.
Le rivolte si sono propagate a macchia d’olio su tutto il territorio regionale. Sono stati occupati e paralizzati alcuni snodi strategici delle infrastrutture siciliane, come gli accessi autostradali di Catania e Palermo, il porto di Messina,il petrolchimico di Priolo, fino a Gela e Caltanissetta.
Una deriva di protesta allarmante, che ora sta risalendo lo stivale lungo la Calabria fino ad arrivare in Abruzzo e che rischia di metter in ginocchio la nostra già flebile ripresa economica.
Ovviamente in televisione o sui giornali se ne parla pochissimo, anche perché le occasioni per parlare di altro non mancano: ci sono sempre i tassisti che protestano al Circo Massimo, il Comandante Schettino, i moti ondosi e le biscaggine.